Un Paese sovrano

Un Paese sovrano

Un Paese sovrano con la sua Costituzione non può contemplare un Presidente della repubblica che impedisce la formazione dell’unico governo possibile, espressione della maggioranza degli elettori. Mattarella ha motivato la sua scelta con il rifiuto di accettare la proposta del presidente del consiglio che pure aveva incaricato su designazione dei partiti. Questo avendo incluso nella lista dei ministri una persona al Capo dello Stato non gradita ha dovuto rinunciare. Paolo Savona economista di riconosciuto spessore internazionale, già ministro del governo Ciampi, non gradito ai mercati finanziari, é divenuto l’ostacolo invalicabile sulla strada della formazione del governo. In questo modo per sua stessa dichiarazione il Presidente ha agito ritenendo di salvaguardare i risparmi degli Italiani. Evidentemente ritenuti più importanti del voto democratico che gli stessi avevano conferito ai partiti. Personalmente penso che Sergio Mattarella sia una persona seria, esercita la sua funzione avendo esclusivamente a cuore il bene del nostro Paese. 

Un Paese sovrano tuttavia non si può permettere questa presa di posizione. Infatti la scelta non rientra nelle sue prerogative Costituzionali. A mio modesto parere ha agito disconoscendo l’indirizzo politico che il governo abortito si voleva dare per affrontare i gravissimi problemi del Paese. Premetto di non condividere la ricetta di Di Maio e Salvini, la considero poco credibile e squilibrata, ma hanno il diritto di attuarla. Non condivido per niente gli attacchi che ancora prima della sua decisione gli erano stati portati dai componenti della famiglia Di Battista, la quale ha di fatto minacciato il Presidente. Ipotizzare nemmeno tanto metaforicamente, l’assalto al Quirinale come se fosse la Bastiglia. é inaccettabile. Assurda appare la decisione del M5S e di Fratelli D’Italia di voler attivare la procedura per la messa in stato di accusa. È un’enormità oltre che sciocco ritenere che Mattarella abbia agito tradendo o attentando alla Costituzione. 

Un Paese sovrano é garantito dall’espressione della volontà popolare esercitata tramite il voto. Per nessun motivo si può impedire la formazione di un governo che la rappresenti. Tanto meno quando non nasca a causa delle opinioni divergenti tra il Presidente della Repubblica ed i partititi. Il ministro dell’economia designato può legittimamente risultare  inviso al Presidente, altrettanto legittimamente quest’ultimo può esercitare la “moral suasion”. Ma non può, qualora non sortisca gli effetti desiderati irrigidirsi. Il Presidente deve nominare i ministri su proposta del presidente del consiglio incaricato, non si può esimere in alcun modo. Siamo una Repubblica Parlamentare non Presidenziale. Non è certamente un caso che spetta unicamente al Parlamento, espressione del Popolo sovrano, conferire oppure no la Fiducia al Governo. Ma se come credo, il Presidente ha agito avendo in testa esclusivamente il bene del Paese, con la sua azione ha finito palesare quanto la nostra sovranità sia limitata. 

Un Paese sovrano rispetto a quanto accaduto é giunto al nodo cruciale della storia Patria. Nei fatti si é riscontrato che il governo dipende dai mercati finanziari e non dal voto dei cittadini. Le piazze d’affari detengono il nostro debito e preferiscono politici che glielo garantiscano secondo politiche a loro gradite, per lo più basate sull’austerità. Sarebbe assurdo ignorare quanto grave sia la situazione venutasi a creare. Ciò implica che la libertà, pilastro fondamentale su cui dovrebbe poggiare l’architettura di uno Stato effettivamente Democratico, non è totalmente garantita. Il Parlamento i cui membri non sono soggetti a vincolo di mandato al contrario del Presidente, ė democraticamente infallibile. Solo a quest’organo spetta tra un’elezione e l’altra il compito di rappresentare il Popolo. 

Il Presidente non può farsi, per quanto involontariamente, strumento di istanze politiche programmatiche, specie se vengono da altri Paesi. É il Capo dello Stato garante della Costituzione, arbitro imparziale. Un Paese sovrano non si divide sulle regole. Invece c’è chi legittimamente pensa che la sua scelta sia giusta, chi altrettanto legittimamente la crede scorretta. Mattarella non poteva e non doveva con la sua decisione rendere possibile questa drammatica situazione. Nessun giurista o illustre Costituzionalista potrà convincermi che non ha errato. Se la sostanza viene fatta prevalere sul principio vuol dire che le regole che ne stanno ala base altro non sono che dei cavilli per aggirarlo. Il Presidente ha di fatto impedito l’esercizio della più importante e basilare prerogativa del Parlamento. Ha ulteriormente limitato la libertà del Popolo, già sottomesso ad una legge elettorale assurda. A questo punto non si può negare che viviamo in uno Stato a sovranità limitata. 

Tutto ciò considerato è evidente che nemmeno lo Stato potrà mai ritenersi veramente libero se indebitato come lo è l’Italia. A molti potrà sembrare ovvio invece non lo è affatto. Se così fosse come effettivamente é, bisognerebbe sospendere il voto per farci governare dai mercati. (A.R)

Informazioni su Antonio Rudas 95 Articoli
Responsabile del blog www.isolafantasma.it