Reddito di cittadinanza, svolta storica per quanto confusa e insufficiente

Reddito di cittadinanza, svolta storica per quanto confusa e insufficiente

Finalmente è stato approvato il decreto che corregge la tremenda riforma voluta dal governo Monti e dalla sua ministra Elsa Fornero nell’ormai lontano 2011. Una misura molto attesa, insieme a quella che introduce per la prima volta un sussidio strutturale di una certa consistenza per i poveri. Ora si potrà anticipare l’uscita dal lavoro fino a cinque anni e sette mesi rispetto alla pensione di vecchiaia. A chi invece è davvero povero, e non possiede nulla o pochissimo, verrà riconosciuto un sussidio fino a 780€ al mese. Ma la cosa ancora più importante è che lo Stato strutturerà i suoi servizi per l’impiego per aiutare le persone a trovare lavoro. Inoltre gli anziani che vivono con pensioni al di sotto della soglia se li vedranno aumentare fino alla stessa cifra. Si possono fare tanti esempi al riguardo, per capire meglio ne faccio qualcuno pratico, comprensibile a tutti e senza problemi.

Integrazione dell’assegno sociale

Nel mio rione vive una signora di nome Maria, ha 72 anni. Purtroppo è molto malata, abita da sola nella sua casa di proprietà che gli ha lasciato il marito come compensazione dopo la separazione. Percepisce un’assegno dall’INPS di 372€ al mese, lascio a voi immaginare in quale stato di profonda indigenza e precarietà affronta i giorni bui e tristi della sua esistenza. Con la misura appena approvata avrà un’integrazione al suo misero reddito fino a 630€. Ciò vuol dire che ogni mese a partire da maggio, potrà contare su 258€ in più. Per quanto siamo nell’ordine di cifre sempre molto basse, Maria ne avrà un grande beneficio, Solo come i “poveri veri” sanno, veder crescere in una sola volta le proprie sostanze del 70% è decisamente qualcosa di molto positivo. Considerato che sono abituato a distinguere senza pregiudizio alcuno le cose buone da quelle cattive, dico bravo al governo.

Giuseppe invece con i 780€ non ci fa niente 

Nella mia città vive un signore per bene, dopo tanti anni di lavoro è stato licenziato insieme alla sua professionalità andata fuori mercato, perché l’azienda ha chiuso i battenti. Con lui campano alla giornata due figli, tra cui uno minorenne. Purtroppo la loro mamma non c’è più. Giuseppe non ha nulla, solo una vecchia barchetta sgangherata Quando può riesce a pescare circa 5 di Kg di pesce per volta, che vende a quel genere di povera gente che non può avvicinarsi ad una pescheria. Si alza prestissimo la mattina, torna a casa la sera stanco morto per qualche centinaio di euro che guadagna sommando diversi lavoretti  poco remunerativi. Riesce si è no a tirare 800€ al mese. Il figlio maggiorenne fa anche lui dei piccoli lavoretti che non fruttano più di 350€. Il minore studia ma con grande difficoltà. 

A conti fatti la sua famiglia composta da tre persone sopravvive con circa 1.150€ al mese guadagnati in nero. Secondo le regole è un’evasore fiscale, un “fuori legge”, non un povero disgraziato che cerca di arrangiarsi. Con il RDC potrebbe almeno teoricamente uscire dal sommerso venendogli riconosciuto un sussidio di 800€. Quindi dovrebbe perderne 350€, cosa che impoverirebbe la sua famiglia ancora di più. Senza contare il fatto che sarebbe costretto a disfarsi della barca, (mal ridotta com’è nessuno la vorrebbe). Chi ne possiede una non ha il diritto al RDC. Come si può facilmente comprendere la misura del governo in questo caso non può funzionare. A meno che Giuseppe per amore dei suoi figli non decidesse di rischiare dai due ai sei anni di galera dichiarando il falso. Come prima devo esprime un mio giudizio sul governo, in questo caso non può che essere negativo. 

Ma non è il RDC che favorirà, il lavoro nero, quello ci sarà a prescindere, bensì la mancanza di valide alternative. Inoltre è ridicola la tesi del “divano” a permetterselo sono i ricchi non la povera gente che si deve dannare dalla mattina alla sera per mettere su il pranzo con la cena.  

Giuliano non può fare le valigie 

Chi invece non può proprio muoversi è Giuliano. Con i suoi 61 anni compiuti chiedergli di trasferirsi sul continente lasciando la Sardegna è semplicemente una cosa che non sta ne in cielo né in terra. Troppo giovane per andare in pensione, troppo anziano per essere ricollocato. Quindi quando il navigator (in Italiano procacciatore di lavoro) dovesse proporgli di fare le valigie perderebbe il reddito. Peraltro non ha nemmeno senso alla sua età partecipare a corsi di formazione per riqualificarsi professionalmente. Inoltre non ci sarebbero le condizioni economiche per trasferirsi. Lo stipendio da operaio gli consentirebbe di pagarsi giusto l’affitto che al Nord costa almeno 800€. Insomma  Giuliano  rientra nella categoria spinosa degli impossibilitati effettivi. Ciò detto il RDC non funziona nemmeno per lui e per tutti coloro i quali hanno più di 55 anni. Anche in questo caso il governo sta sbagliando. Speriamo che almeno i navigator siano umani.

Potrei fare tantissimi altri esempi, per il momento mi fermo qui. Non voglio dare l’impressione di criticare pregiudizialmente una misura che io stesso ritengo storica. Certo non si può affatto sostenere che abbiamo abolito la povertà, tuttavia qualcuno ci sta seriamente provando. Onestamente devo rilevare che le più importanti promesse elettorali del M5S e della LEGA sono state mantenute. Alcune, come quelle sull’immigrazione non le condivido per niente. Certi atteggiamenti del governo mi disgustano, ma il percorso politico mi sembra abbastanza coerente con quanto detto in campagna elettorale. Insomma per il RDC non mancano i difetti. Tuttavia è innegabile che per la prima volta dopo tantissimo tempo sia stia facendo qualcosa di concreto che si muove nella giusta direzione. Ora c’è da augurarsi  che i primi anni di attuazione servano per imparare e correggersi. Spero che ci si renda finalmente conto che abbiamo bisogno di cambiare radicalmente la società. 

Per farlo è indispensabile acquisire una nuova visione del mondo. Il lavoro non sarà più lo stesso, lo stato sociale va profondamente rivisto. Plaudo senza riserve al concetto del reddito di cittadinanza, un po’ meno alla sua confusa e insufficiente visione. In ultima analisi lo promuovo perché muove comunque nella giusta direzione. (A.R)

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Responsabile del blog www.isolafantasma.it