Reddito di cittadinanza e lavoro nero

“Molti detrattori del reddito di cittadinanza sostengono che favorirà il lavoro nero, omettendo si dire che in quasi tutta europa esiste un’analoga misura e di nero c’è ne meno che in Italia”

Reddito di cittadinanza e lavoro nero
Cantiere edile

“Il reddito di cittadinanza e lavoro nero non sono affatto legati. Omettere di dire che in quasi tutta europa esiste un’analoga misura e di nero c’è ne meno che in Italia è scorretto”

Siamo seri, la misura proposta dal M5S in quanto tale non favorisce il lavoro nero, semmai se ben congegnata potrebbe infliggergli un duro colpo. Dipende molto da come la legge sul cosiddetto reddito di cittadinanza verrà concepita e attuata. Ma questo è un’aspetto che si potrà trattare più avanti, magari quando ci saranno gli elementi concreti per poterlo valutare al meglio. Dico solo che ignorare il chiarissimo ed inequivocabile voto degli Italiani, che é anche un grido disperato, sarebbe da incoscienti, la tenuta democratica ne risentirebbe. Non é giusto continuare a lasciare la persona senza un reddito da lavoro e senza assistenza, persino la Costituzione lo sancisce. Tale stato di cose oltre ad essere vergognoso favorisce ben altro, certamente non la legalità. 

Accomunare reddito di cittadinanza e lavoro nero non è corretto. Probabilmente non ci si è accorti che la povertà sta dilagando e trascinando verso il basso milioni di persone. Sono i poveri, e persino una fetta di coloro che lavorano a tempo indeterminato, sicuramente i precari e quasi tutti i giovani a pagare la  crisi economica. 

Dopo la classe operaia ha colpito in una certa misura anche la “classe” impiegatizia, il cui segmento più agiato costituiva una parte della media borghesia. É ovvio che coloro i quali sopravvivono senza alcun lavoro, senza nessuna forma di assistenza, magari solo con un piccolo sussidio, cercano dove possono i mezzi per rimpinguare le loro magre sostanze. Peraltro anche il lavoro nero rischia di divenire una chimera per chi è costretto a servirsene. Il flusso di immigrati che non ne sono la causa, finisce comunque per colpire i settori ed i comparti già molto esposti alla concorrenza sleale. Ciò va a discapito per esempio, delle badanti e colf Italiane, dei raccoglitori di frutta e ortaggi, edili e facchini, che per quanto non siano razzisti iniziano a manifestare una certa intolleranza verso lo straniero più sfortunato e bisognoso. 

Insomma non saranno il reddito di cittadinanza e lavoro nero a peggiorare le cose. Anzi se ben congegnato il reddito aiuterà le persone ad andare avanti facendone di meno. Il governo ancora in carica ha appena introdotto il così detto reddito di inclusione, assegnando ad una famiglia povera composta da tre componenti circa 380€. Essendo la soglia di povertà per una singola persona di 780€, è evidente come sia del tutto insufficiente, È ovvio che non si può sopravvivere in tale situazione, questa si che contribuisce ad alimentare il lavoro nero. Se è vero che chi ha poco è spinto verso il lavoro irregolare, è ancor più vero che chi ha meno lo è molto di più. Nessuno potrebbe negare che anche per il reddito di cittadinanza ci saranno le stesse problematiche da affrontare, ma dipende da quanto sarà consistente e da come verrà effettivamente strutturato.

Ciò detto, coloro i quali sostengono che il  reddito di cittadinanza e lavoro nero vanno di pari passo, non hanno argomenti validi, appaiono interessati a criticarlo solo per partito preso. Non occorre essere degli economisti o dei sociologhi per capire questo concetto elementare. “Tanto meno si riesce a vivere in una condizione di normalità economica e sociale, tanto più le persone vengono prese nella rete dell’illegalità”. Chi potrebbe negare che una famiglia di tre componenti con un sussidio di 380 €, é spinta verso il lavoro nero più di una che, come promette il M5S, potrebbe averne 1.560? Semmai c’è da dubitare fortemente che il nuovo governo farà veramente quanto promesso. Insomma se fosse vero che garantire un sussidio alle famiglie povere vuol dire favorire lo sviluppo del lavoro nero, lo starebbe già favorendo, e molto di più, il governo ancora in carica con la sua misera misura. 

In realtà non esiste nessuna effettiva correlazione diretta tra un provvedimento assistenziale e lo sviluppo del lavoro nero, specie se nella legge verranno previste severissime sanzioni per i trasgressori. Al contrario è possibile che questa misura innovativa lo possa combattere su ampia scala. Aiutare le persone in difficoltà, i giovani ed i poveri, non è solo una scelta di giustizia sociale, ma anche un modo per rilanciare l’economia. È ovvio che più si ha più si consuma, in quanto aumenta la produzione di beni e servizi. Più è elevato il reddito nazionale più cresce il gettito fiscale, ancor più si colma il deficit ed il debito pubblico. 

Il PIL potenziale è dato dal maggior numero di persone che entrano nel mercato del lavoro, almeno un milione sarebbero interessate a farlo. Grazie al reddito di cittadinanza iscriversi ai centri per l’impiego e riformarli sarà inevitabile. Inoltre ci sarebbero altri effetti positivi come l’aumento della produttività. Ė risaputo che il forte squilibrio tra la domanda e l’offerta, determina una minore propensione ad investire sulla qualità dei processi produttivi. La disponibilità di tanta manodopera incide negativamente sui salari. L’assioma tra reddito di cittadinanza e lavoro nero è un non senso, il mercato diverrebbe meno squilibrato, aumenterebbero tendenzialmente i redditi, l’economia ne beneficerebbe nel suo complesso. Va ribadito che ciò dipenderà da come verrà applicata la misura, nonché dalla capacità di cambiare effettivamente il sistema economico e sociale del Paese. Ma questa è già un’altra storia, attualmente non c’è molto da sperare.

Informazioni su Antonio Rudas 95 Articoli
Responsabile del blog www.isolafantasma.it

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