Pensioni, già si pensa a quota 41 per tutti

Tridico, presidente INPS

Andare in pensione vuole essere una rubrica periodica di approfondimento riguardante la complessa materia pensionistica. Per capirne di più abbiamo deciso di monitorare con cadenza quindicinale la situazione in evoluzione. Volendo si possono consultare i bollettini riportanti gli aggiornamenti relativi alle notizie più recenti. Lo scopo è soprattutto quello di riportare, ed all’occorrenza commentare, le varie prese di posizione degli operatori del sistema, (politici, economisti addetti ai lavori ed opinionisti), così da monitorare il dibattito in corso. Inoltre ci prefiggiamo di fornire dei dati e modelli statistici, elaborati in maniera semplice ed efficace. Mettere nelle condizioni le persone di farsi un’idea abbastanza precisa sulla previdenza, la sostenibilità economica e sociale nel medio e lungo periodo, è il nostro principale obiettivo. Ecco le notizie più importanti uscite dal 15 febbraio  al 1 marzo 2019.

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1 marzo – [1] Il segretario della CGIL Maurizio Landini ritiene che la quota 100 metterà in difficoltà il pubblico impiego in quanto sono state bloccate le assunzioni. 

28 febbraio – [1] Cesare Damiano sostiene che è necessario collegare quota 100 con Ape Social che deve diventare strutturale. [2] Arriverà alla camera la prima settimana di marzo il decreto che riforma le pensioni, solo allora si capirà se verranno approvati alcuni emendamenti per migliorarlo. 

27 febbraio – [1] Il governo avrebbe allo studio una misura per abbassare da 38 a 36 anni i contributi necessari per andare in pensione con quota 100, per le mamme. Inoltre parrebbe intenzionato ad ampliare la platea dell’Ape Social. [2] Ad oggi sono 67.000 le domande presentate per quota 100.

26 febbraio – [1] I sindacati chiedono di rendere permanete APE Social e opzione donna, nonché quota 41 per tutti, la pensione di garanzia per i giovani. Il governo si è riservato di rispondere.

25 febbraio – [1] Sale a 45.000€ la quota del trattamento di fine lavoro che i neo pensionati del pubblico impiego potranno ricevere da subito.

24 febbraio – [1] INPS ha rivisto il minimo vitale, cioè la somma sotto la quale le pensioni non potranno essere pignorate, per il 2019 è di 686,88€ mentre l’assegno sociale ammonta a 457,79€ che sarà portato a 780€ per i pensionati oltre i 67 anni qualora il reddito famigliare corrisponda a determinati requisiti. 

23 febbraio – [1] I lavoratori autonomi lamentano di essere ingiustamente penalizzati in quanto per loro non è prevista Ape Social. [2] Dal 1 aprile verranno liquidate le prime pensioni con quota 100, si prevede che non tutte le domande saranno accolte, specie quelle provenienti dal pubblico impiego.

22 febbraio – [1] Pasquale Tridico è stato nominato su designazione del M5S nuovo presidente dell’INPS. [2] Il governo ha convocato i sindacati il 25 febbraio per discutere di pensioni. [3] I dipendenti pubblici hanno una media pensionistica più alta di quelli privati, 25.000€ contro 13.353€.

21 febbraio – [1] Confermato che i pensionati sopra i 67 anni con un assegno inferiore a 780€ percepiranno un’integrazione fino al raggiungimento della soglia stessa. [2] Sono 16 milioni le persone titolari di pensione, 7.600.000 uomini e 8.400.000 donne. 

20 febbraio – [1] La scadenza per presentare la domanda riguardante Ape Social è il prossimo 31 marzo, la risposta sarà data dall’INPS entro il 30 giugno. [2] INPS ha realizzato un simulatore di calcolo per quota 100 e pensione anticipata, presto sarà disponibile sul suo sito istituzionale.

19 febbraio – [1] La CGIL informa che coloro i quali usciranno con la quota 100 avranno una penalizzazione definitiva sull’assegno che varia dal 10% al 22%. [2] LEGA e M5S si dicono soddisfatti per il successo della quota 100, ribadendo che il prossimo obiettivo sarà quello di introdurre quota 41 per tutti.

18 febbraio – [1] Gli insegnanti non sarebbero molto entusiasti della quarta 100 perché per andare in pensione con qualche anno di anticipo si prenderebbe a vita una pensione troppo bassa. [2] Sarà possibile versare i contributi all’INPS attraverso la cosiddetta sanatoria definita pace contributiva con una rateizzazione fino a 120 mensilità. [3] Le lavoratrici che hanno un figlio disabile potranno andare in pensione con 35 anni di contributi invece che 38.

17 febbraio – [1] I lavoratori che eseguono lavori gravosi possono accedere ad APE Social e quota 41 per i precoci dopo tre mesi aver maturato i  requisiti. [2] Sono già 50.000 le domande presentate per accedere alla quota 100, e Salvini manda una frecciata alla Fornero. [3] Il M5S ha ritirato l’emendamento che prevedeva la riduzione delle pensioni dei sindacalisti.

16 febbraio – [1] Il Sottosegretario Durigon non ha fornito nessuna risposta soddisfacente per gli esodati che continuano a protestare. [2] Secondo alcune voci provenienti da ambienti governativi si starebbe valutando di prorogare la norma sull’opzione donna per un’altro anno. [3] Si stima che ne 2020 l’Italia spenderà il 15,3% del PIL sulle pensioni contro un 14,6% della Francia.

15 febbraio – [1] Il presidente del CIV INPS Loy attacca Boeri dichiarando che durante il periodo della sua presidenza i tempi di erogazione delle prestazioni si sono allungati, che il rapporto tra l’Istituto e gli assistiti e peggiorato, rilevando le incongruenze tra la realtà dei fatti e quanto raccontato ai media. [2] La Fornero accusa il governo di aver previsto la quota 100 per tutti quando invece sarebbe stato meglio seguire la strada di APE social e volontaria.

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Responsabile del blog www.isolafantasma.it