La profezia del ministro Minniti

La profezia del ministro Minniti
Il ministro degli interni

La profezia del titolare del ministero degli interni ancora in carica, lascia sgomenti. Queste le sue parole riferite all’operato criminale del fanatico e violento vendicatore Traini. “L’attentatore di Macerata l’avevo visto all’orizzonte dieci mesi fa, quando poi abbiamo cambiato la politica dell’immigrazione” La foga della campagna elettorale, non ancora sopita, deve avergli fatto perdere di vista il buon senso, quello che un’uomo delle Istituzioni dovrebbe mantenere in ogni circostanza. Trovo la sua frase di pessimo gusto,  denota una certa supponenza da primo della classe. Ci vorrebbe più umiltà, specie quando si ha a che fare con una materia tanto ostica quanto delicata come quella che riguarda le politiche dell’immigrazione. Inoltre essendoci qualcuno che ha sparato a sei persone con pallottole vere, le parole non dovrebbero essere scagliate a vanvera come fa lui. Il ministro impegnato a valorizzare la sua immagine, ne fa un’uso inappropriato ed infelice, oserei dire quasi miserevole.

La profezia del ministro Minniti, meglio dire la sua asserita capacità di leggere nel futuro, è persino stomachevole. Infatti se come dice ha cambiato la politica dell’immigrazione riducendo gli sbarchi dei migranti, come effettivamente ha fatto, evidentemente ha una visione del fenomeno più uguale di quella dei suoi oppositori politici. Il punto non è tanto se questi ultimi hanno ragione oppure torto, ma l’incoerenza gravissima che ha palesato. Infatti se relazioniamo il suo operato alle idee della sua cultura politica di provenienza c’è solo da vergognarsi. Il “Compagno Minniti” è un vero profugo della coerenza, uno che pur di stare al potere non sembra avere problemi a transitare da D’alema a Renzi, insomma basta esserci e lui c’è. È così bravo da essere riuscito a farsi apprezzare dalla stampa di destra, suscitando le gelosie dei paladini che cavalcano il problema dell’immigrazione,facendoli rilanciare. 

Insomma ha fatto così bene il suo lavoro da ministro, che uomini come Salvini hanno temuto che gli venisse strappato dalle mani il vessillo dei respingimenti e delle espulsioni. Ma si sa chi si loda si imbroda, le elezioni sono comunque perse ed ora riprendere la china non sarà facile. Ma che gli importa tanto quelli come lui hanno sempre da guadagnare. La sua battuta pare partorita da una persona innamorata di se stessa, piena di ammirazione per ciò che è. In fondo è semplicemente un politico in cerca del consenso per se stesso. Non risulta persona degna della vera cultura di sinistra, che ormai anche grazie a quelli come lui è un lontanissimo ricordo.

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Responsabile del blog www.isolafantasma.it

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