Il governo del gatto e la volpe con l’opposizione del topolino ancora attaccato al formaggio

Il governo del gatto e la volpe

Il governo del gatto e la volpe di Salvini e Di Maio ai nastri di partenza. La campanella in dotazione al presidente del consiglio passa al signor Giuseppe Conte, ma non sarà lui a suonarla. Il professore di diritto privato, di cui non si sa praticamente nulla, se non che ha esagerato sul suo curriculum vita, é destinato almeno sulla carta ad avere un ruolo di secondo piano. Il vecchio potere che nell’ultima legislatura era incarnato da tre presidenti: Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, lascia il campo al “nuovo”, grazie allo sbandò della sedicente sinistra che lo scorso 4 marzo è stata severamente punita dagli elettori. Per quanto fortemente ridimensionata poteva ancora essere protagonista, invece si è suicidata o vi sta andando molto vicino. Ne è scaturito un cambiamento senza precedenti pieno zeppo di incognite. Una fase della Repubblica si è chiusa, un’altra è appena iniziata. 

Il governo del gatto e la volpe subentra agli eredi dei partiti storici che diedero vita alla Resistenza sconfiggendo il fascismo. Chi aveva ricostruito il Paese distrutto dalla seconda guerra mondiale, é stato estromesso dal cuore di milioni di Italiani rimasti senza più riferimenti ideali. Il distacco si è sviluppato in un’arco di tempo abbastanza lungo e travagliato. Aveva avuto inizio con la morte di Enrico Berlinguer nel 1984, quest’uomo giusto e carismatico, amatissimo dal Popolo, è oggi confinato ai margini dai posteri. Il suo esempio dimenticato dal PD spiega più di ogni altra cosa il declino in atto. Passammo dal vuoto della sua prematura morte, allo scoppio della questione morale che aveva posto rimanendo inascoltato. Nel 1992 i partiti democratici di massa vennero travolti dal crollo delle idealità, le mura di Tangentopoli seppellirono la vecchia classe dirigente fortemente corrotta che le aveva progressivamente abiurate. 

Il governo del gatto e la volpe é la risultante della voglia di cambiamento. Gia in quegli anni gli Italiani, illudendosi che le cose potessero migliorare, passarono dalla padella alla brace. Si misero nelle mani di un signore annusato dalla mafia vedendo peggiorate le loro condizioni materiali. Il Cavaliere Silvio Berlusconi arrivò al governo per farsi sostanzialmente i fatti suoi. In quella fase, con alternanze più o meno lunghe, si é potuto trovare qualche riparo sotto l’albero dell’ulivo, i cui rami ci sono però caduti addosso procurandoci dolorose ferite. Quelli di Prodi sono stati governi onesti, ma sostanzialmente incapaci di ridare vitalità ad un Paese fortemente provato dalle sue contraddizioni e debolezze. Del resto già nel 1999 si fece la maldestra scelta di aderire all’Euro senza le dovute garanzie. Il cambio della lira, che già qualche anno prima era stata fortemente svalutata risultò fortemente squilibrato, specie nei confronti del marco. 

Il governo del gatto e la volpe é il figlio illegittimo della crisi del 2007 che c’ha sfiancati e disorientati. Non sappiamo che direzione prendere, la disoccupazione, le diseguaglianze e la povertà dilagano incontrastate. Siamo dentro un quadro di politiche austere volute dall’Europa, non incidono più di tanto sul debito pubblico che continua a crescere. Ma chi sono le forze che avendo promesso agli Italiani di guidarli fuori dai guai, dopo il fallimento del rottamatore Matteo Renzi, hanno preso il potere? Una di queste, già all’inizio degli anni 90 del secolo scorso aveva gridato a “Roma ladrona”. Opponendosi all’eccessiva pressione fiscale puntava sulla secessione per gestire al meglio le risorse economiche della cosiddetta Padania. Dicendosi stanca degli sprechi, delle ruberie e dell’inefficienza delle genti meridionali, (che rappresentavano una razza inferiore da abbandonare al loro destino), entrò  in Parlamento mostrando un cappio contro i corrotti. 

Il governo del gatto e la volpe ha come precursore involontario Umberto Bossi, il quale propugnava la separazione. Per anni la sua creatura politica si é imposta come rappresentante delle ragioni del Nord. Figlio di un Paese orfano di una classe dirigente degna di questo nome, vi ha sguazzato alimentandosi delle sue stesse contraddizioni. Appena assaporato il potere nazionale, conseguito grazie all’alleanza con quello che doveva essere il suo più acerrimo nemico,(Silvio Berlusconi), ha finito per farsi assorbire dallo stesso sistema che voleva abbattere. Così la Lega Nord, coinvolta in scandali pesantissimi e ruberie varie, per certi versi peggiori di quelli originati dall’onda che l’aveva portati alla ribalta, è scivolata dentro una profonda crisi di consenso. Eppure dopo aver toccato il fondo del 4% dei voti, con la guida di Salvini è riuscita non solo a risalire la china, ma a conseguire il sorprendente risultato del 4 marzo. 

Il governo del gatto e la volpe ha un nuovo capo che é anche Il nuovo padrone della destra Italiana. Promette di cancellare la legge Fornero, di abbattere le tasse e rispedire nei loro Paesi di origine gli immigrati, minacciando persino l’uscita dall’Europa. Non è nemmeno un caso, che sulla scia delle proteste verso i partiti del sistema democratico, ritenuto incapace di auto riformarsi, nel 2009 nasceva il movimento di Beppe Grillo. Il comico già da molti anni prima se ne andava in giro per l’Italia a deridere in maniera sprezzante e rabbiosa la casta dei potenti. L’ascesa è stata impressionante, in meno di dieci anni il M5S è divenuto la prima forza politica del Paese. Si tratta di una formazione trasversale che raccoglie consensi da tutte le parti, ma soprattutto dai delusi di sinistra. Il programma dei suoi esordi, radicale e persino rivoluzionario, si prefiggeva di sconfiggere i partiti.

Il governo del gatto e la volpe punterebbe sulla democrazia diretta facendo a meno dei corpi intermedi e della stampa, considerata al servizio dei poteri forti. Parte dei suoi componenti in origine voleva uscire dall’euro e dalla NATO, cambiare radicalmente il modello di sviluppo, guardare all’ambientalismo e all’innovazione della rete Internet. Fortissima l’affermazione del M5S nel mezzogiorno, probabilmente anche grazie alla proposta di dar vita al cosiddetto reddito di cittadinanza, oggi di molto ridimensionata e annacquata. Ora faranno i conti con la LEGA, dovrebbero seguire un patto chiamato contratto che contiene delle misure impossibili da realizzare. Non solo risultano prive di copertura finanziaria, ma anche contraddittorie e contrapposte tra loro. Se la Lega punta a realizzare una riforma fiscale che avvantaggerebbe i ricchi togliendo ingenti risorse al fabbisogno statale, il M5S, con i suoi provvedimenti promette di alleviare la povertà soprattutto al Sud. 

Il governo del gatto e la volpe si basa su misure impossibili da conciliare, a meno che la cosiddetta tassa piatta non riesca a stanare l’evasione fiscale. Ciò detto non si può non essere preoccupati della situazione venutasi a creare. Ė stato un errore colossale lasciare che il gatto M5S, il quale aveva qualche connotazione di sinistra, si alleasse con quella volpe della Lega che invece guarda a destra. Ora il PD si prepara a fare una durissima opposizione, è più che giusto, naturale, ma fino a quando non si sarà liberato dalle incrostazioni del Renzismo e del suo giglio magico, difficilmente potrà tornare credibile. Se quel partito non si affretta a cambiare radicalmente farà la fine del topo. Deve lasciare il formaggio avvelenato per tornare alla mensa del Popolo. La verità è che manca una sinistra vera, capace di indicare una via alternativa al capitalismo finanziario. (A.R.)

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Responsabile del blog www.isolafantasma.it