Sono già diverse migliaia le domande per la quota 100

Sottosegretario Durigon

Andare in pensione vuole essere una rubrica periodica di approfondimento riguardante la complessa materia pensionistica. Per capirne di più abbiamo deciso di monitorare con cadenza quindicinale la situazione in evoluzione. Volendo si possono consultare i bollettini riportanti gli aggiornamenti relativi alle notizie più recenti. Lo scopo è soprattutto quello di riportare, ed all’occorrenza commentare, le varie prese di posizione degli operatori del sistema, (politici, economisti addetti ai lavori ed opinionisti), così da monitorare il dibattito in corso. Inoltre ci prefiggiamo di fornire dei dati e modelli statistici, elaborati in maniera semplice ed efficace. Mettere nelle condizioni le persone di farsi un’idea abbastanza precisa sulla previdenza, la sostenibilità economica e sociale nel medio e lungo periodo, è il nostro principale obiettivo. Ecco le notizie più importanti uscite dal 18 gennaio 2019 al 1 febbraio 2019.

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1 febbraio – La domanda per la pensione anticipata si può fare collegandosi direttamente al sito dell’IMPS e accedendo tramite il proprio PIN nella sezione dedicata. Le aziende che promettono di assumere altro personale possono mandare in pensione i lavoratori che abbiano almeno 35 anni di contributi e 59 di età.

31 gennaio – Ê stato innalzato il tetto per il riscatto della laurea da 45 a 50 anni, mentre l’anticipo del trattamento di fine servizio per gli statali arriverebbe fino a 40, 45 mila euro. Nel promo giorno utile le domande per l’uscita verso la pensione anticipata sarebbero oltre 1.500.

30 gennaio – L’INPS ha reso noto che da ieri tutti coloro i quali hanno maturato i requisiti possono fare domanda per accedere all’APE Sociale.

29 gennaio – L’APE Social potrà essere richiesta anche da quei lavoratori che sono in mobilità. Intanto il decreto ė stato pubblicato nella gazzetta ufficiale.

28 gennaio – Viene confermato che nel caso in cui le risorse stanziate per la quota 100, Opzione Donna, APE Social non dovessero bastare, si provvederà a compensare tagliando le prestazioni stesse.

27 gennaio – L’importo dell’APE Social non potrà superare 1.500 € lordi per 12 mesi e non può essere rivalutato a seconda dell’inflazione. Il decreto non è stato ancora publicato in gazzetta ufficiale perché ci sarebbero problemi sulla copertura finanziaria, pertanto si starebbe pensando a introdurre delle clausole di salvaguardia. La pensione di cittadinanza porterà l’assegno fino a 630€, 780 per chi vive in affitto. Per fare un esempio: Una anziana donna che vive da sola nella propina abitazione, con una pensione di invalidità di 285€, ne riceverà 345 in più.

26 gennaio – La quota 100 costerebbe 48 miliardi in dieci anni nonostante non abbia abolito la riforma Fornero. Si prevede che nel 2019 saranno circa trecento mila le uscite con la quota e quasi un milione nel triennio. Le associazioni degli invalidi chiamano alla protesta sotto le prefetture per chiedere l’aumento delle pensioni di invalida. Attualmente sono meno di un milione e cento mila perone che ne usufruiscono, ma percepiscono un’assegno mensile di 285€.

25 gennaio – Il pacchetto pensioni e il trattamento anticipato di fine servizio per gli statali, dovrebbe costare per il 2019 quanto miliardi e seicento milioni. Cesare Damiano dichiara che dopo le elezioni europee ci saranno molte sorprese. Insiste nel dire che le risorse stanziate per le pensioni sono insufficienti. Inoltre propone di cancellare alcuni paletti all’APE Social e di renderlo strutturale.

24 gennaio – Per il nuovo segretario della CGIL Maurizio Landini la quota 100 favorirebbe i lavoratori che hanno avuto carriere continue, soprattutto quelli settentrionali. Il decreto non è stato ancora pubblicato in gazzetta ufficiale in quanto sarebbero in corso verifiche e controlli.

23 gennaio – Sarà possibile riscattare gli anni della laurea per coloro i quali oggi non abbiano più di 45 anni di età. L’onore di riscatto è pari a 5.241€ per ogni anno di laurea.

22 gennaio – Anche per il 2019 i requisiti per accedere all’APE Sociale da parte di un disoccupato sono rimasti invariati. Bisognerà avere 63 anni di età e almeno 30 di contributi. Inoltre devono aver finito da almeno tre mesi di percepire la NASPI. Potranno usufruire della quota 100 anche coloro i quali hanno oggi 57 anni e fanno parte di un fondo bilaterale istituito tra imprese e sindacati.

21 gennaio – Secondo alcune fonti che provengono dalla LEGA, si starebbero preparando alcuni emendamenti al decreto che ha introdotto quota 100 e prorogato Opzione Donna e APE Social. Le modifiche riguarderebbero le pensioni di invalidità per le quali si vorrebbero dei miglioramenti. Intanto i sindacati continuano a chiedere modifiche per venire in contro alle persone che svolgono lavori pesanti. Per il calcolo della quota 100 verranno considerati anche tutti i contributi figurativi. Cesare Damino del PD critica l’auto gol di Renzi che ha criticato il provvedimento del governo sulle pensioni.

20 gennaio – Confermato il blocco delle aspettative di vita per accedere alla pensione anticipata, a 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e a 41 anni e dieci mesi per le donne

19 gennaio – Il presidente del consiglio ha incontrato i segretari generali del sindacato i quali hanno dichiarato che le misure della finanziaria sono insufficienti e che la quota 100 andrebbe corretta. Intanto si apprende che gli Statali avranno subito una parte del loro trattamento di fine servizio nel momento che andranno in pensione. L’importo medio delle pensioni erogate nel 2018 è stato di 1.103€, nel precedente anno era di 989€.

18 gennaio – Il CDM ha varato il decreto con i provvedimenti riguardanti le pensioni. Ci sono quota 100, opzione donna e APE Social.

Le notizie precedenti sono contenute nei bollettini già pubblicati:

(5) Bollettino del 17 gennaio 2019

(4) Bollettino del 5 gennaio 2019

(3) Bollettino del 21 dicembre 2018

(2) Bollettino del 7 dicembre 2018

(1) Bollettino del 19 novembre 2018

in pensione, guida alle misure:

per avere tute le informazioni dettagliate sulle misure è consigliabile rivolgersi all’INPS. Segue una guida sommaria delle misure con i link utili per gli approfondimenti contenuti nel sito dell’Istituto nazionale di previdenza e assistenza.

Andare in pensione, la pensione di vecchiaia:

È una prestazione economica erogata, a domanda, in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) ed alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima, nonché alla Gestione separata, che hanno:

• raggiunto l’età stabilita dalla legge;

• perfezionato l’anzianità contributiva e assicurativa richiesta.

Per approfondire

Andare in pensione, la pensione anticipata:

È una prestazione economica a domanda, erogata ai lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) ed alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima, nonché alla Gestione separata.

Per approfondire

Andare in pensione , la pensione di anzianità:

Il diritto alla pensione di anzianità, entro il 31 dicembre 2011, si perfeziona al raggiungimento di una quota data dalla somma tra l’età anagrafica minima richiesta e almeno 35 anni di contributi. Per i lavoratori dipendenti e iscritti ai fondi pensione sostitutivi ed integrativi, a partire dal 1° gennaio 2011, è necessario raggiungere quota 96 con almeno 60 anni di età:

• quota 96 (60 anni di età + 36 di contributi oppure 61 anni di età + 35 di contributi)

Per i lavoratori autonomi è necessario raggiungere invece quota 97 con almeno 61 anni di età:

• quota 97 (61 anni + 36 di contributi oppure 62 anni + 35 di contributi)

Il requisito minimo contributivo di 35 anni per il raggiungimento della quota deve essere perfezionato escludendo la contribuzione figurativa per disoccupazione ordinaria e malattia.

Si può andare in pensione a prescindere dall’età se si possiede un’anzianità contributiva di almeno 40 anni. In tale ipotesi, se il requisito minimo dei 35 anni di contribuzione effettiva è stato raggiunto, si utilizza anche la contribuzione figurativa per disoccupazione e malattia.

Per approfondire

Andare in pensione, assegno ordinario di invalidità:

L’assegno ordinario di invalidità è una prestazione economica, erogata a domanda, in favore di coloro la cui capacità lavorativa è ridotta a meno di un terzo a causa di infermità fisica o mentale.

Per approfondire

Andare in pensione, le prestazioni di invalidità, gestione ex enpals:

L’assegno ordinario di invalidità non è una pensione e non è reversibile. L’assegno ordinario di invalidità si trasforma in pensione di vecchiaia al compimento dell’età pensionabile sempre che ne sussistano i requisiti di legge e che il beneficiario abbia cessato l’attività lavorativa.

Per approfondire

Andare in pensione, le misure in discussione:

• APE SOCIAL

• APE VOLONTARIA

• OPZIONE DONNA

• RIFORMA DELLA FORNERO

APE SOCIAL

L’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge di bilancio 2017 prevede un’indennità a carico dello Stato erogata dall’INPS a soggetti in determinate condizioni previste dalla legge che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero. L’indennità è corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia di cui all’articolo 24, comma 6, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito dalla legge n. 214 del 2011 (c.d. legge Monti-Fornero). Si tratta di una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018, intesa ad accompagnare verso l’età pensionabile soggetti in determinate condizioni ed è soggetta a limiti di spesa.

Per approfondire

APE VOLONTARIA

È un prestito commisurato e garantito dalla pensione di vecchiaia, erogato dalla banca in quote mensili per 12 mensilità, che il beneficiario otterrà alla maturazione del diritto. È riconosciuto in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2019 (articolo 1, comma 166 e seguenti, legge di bilancio 2017 e articolo 1, comma 162, legge di bilancio 2018).

Per approfondire

OPZIONE DONNA

Il regime sperimentale donna, cosiddetta opzione donna, è un beneficio che consente alle lavoratrici di ottenere la pensione di anzianità con requisiti anagrafici più favorevoli rispetto a quelli in vigore dal 1° gennaio 2008 in poi. È sperimentale in quanto previsto solo per chi ha maturato i requisiti nel periodo dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2015.

Per approfondire

RIFORMA DELLA FORNERO

Nella legge di bilancio 2009 sono stati destinati delle risorse per garantire la cosiddetta quotata 100 (62 anni di età + 38 anni di contributi) Ma molti aspetti non sono per nulla chiari, bisognerà attendere la legge collegata per capire meglio.

Importi delle pensioni:

Per il 2019 l’assegno delle pensioni minime è stato rivalutato, dai 507,41€ ai 513€. Inoltre è atteso il decreto che istituirà le cosiddette pensioni di cittadinanza. Chi avrà i requisiti percepirà 780€.

Chi ha una pensione lorda di 1.000€ avrà un aumento di 11€, – 1.600€ , 16,72€ – 2.100€, 17,33€.

Andare in pensione, commenti alle notizie:

Dopo un lungo calvario il decreto con le misure che modificano la legge sulle pensioni della ex ministro Elsa Fornero, è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale. Pare che si stiano perfezionando alcuni emendamenti della LEGA per venire incontro alle persone invalide. Permangono ancora molte incertezze sulle coperture finanziarie. Aveva quindi ragione Cesare Damiano a sostenere che non bastano. Speriamo di non trovarci con qualche bruttissima sorpresa dopo le elezioni europee. Una cosa è certa fin da ora, qualora i soldi non fossero sufficienti verranno tagliate le prestazioni. A tale proposito sono state introdotte delle clausole di salvaguardia che vanno in questa direzione.

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Responsabile del blog www.isolafantasma.it