Aiuto, il frigo é vuoto

Uovo cotto, il cibo che manca

Quando venne impiegato per la prima volta in casa, altro non era che una dispensa riempita col ghiaccio portato da fuori. Nei primissimi anni del 900 quella pratica poco diffusa avrebbe dato vita a una nuova era nell’arte della conservazione del cibo. Già nel secolo precedente vennero impiegati diversi sistemi per trasportare gli alimenti su medie e lunghe distanze. L’invenzione di tale tecnologia fu davvero rivoluzionaria, grazie ad essa è cambiato il modo di alimentarci e di gestire la spesa. Il freddo riduce il movimento delle molecole e la crescita dei batteri che causano la decomposizione. Un grande passo avanti, se si pensa che per secoli il metodo più diffuso e non altrettanto sodisfacente era stato la salagione. Per le attuali generazioni disporre di questo oggetto che ci viene in aiuto nella vita di tutti i giorni è scontato. Ci siamo nati, non ci rendiamo conto della rilevanza che assume.

Per capirne meglio l’importanza basta pensare al disagio che si crea quando  l’elettrodomestico si guasta, quando per fare un’esempio, il motorino che aziona il compressore si ferma proprio in estate. Ciò che molti ignorano è che gli apparati tecnologici che ci aiutano a gestire le nostre giornate hanno un ciclo di vita programmato. I fattori che ne determinano la durata sono molteplici, tra i più evidenti, oserei dire demenziali, vi è la necessità di smerciare il più possibile. Nonostante disponiamo di una tecnologia sempre più raffinata, i nostri elettrodomestici, ma anche le apparecchiature di cui facciamo largissimo uso, come telefonini e computer vanno in obsolescenza in un batter d’occhio. Questo perché l’industria che li produce ha bisogno di vendere in continuazione. Ciò determina il paradosso che più il prodotto è scarso più guadagnano i produttori. Un’ovvietà che ci costa davvero cara e non solo in termini di prezzo e qualità.

I tempi cambiano in peggio

Provate a chiedere alle vostre mamme e nonne quanto gli durava un frigo negli anni 50 e 6o, fatte un raffronto con quanto durano oggi. Tenete presente che il problema non è solo quello che si origina a livello del nostro portafogli, l’impatto sulla produzione industriale è di non poco conto. L’immensa quantità di materie prime e di energia che vengono utilizzate crea un’enorme stravolgimento ambientale. Le risorse della natura come l’aria e l’acqua non sono illimitate. Le emissioni di veleni che stanno alla base dei processi produttivi sono tali da pregiudicare seriamente la vita sul pianeta. I costi che ne derivano in termini di perdita di viete umane, di depauperamento della terra, divengono  incalcolabili. Comunque di molto superiori al valore relativo che si origina dalla produzione massiccia dei beni di largo consumo. In altri termini il sistema economico e sociale che abbiamo costruito è una grande follia.

Siamo insensati, potremmo produrre beni di maggiore qualità a costi nettamente inferiori sia per il consumatore che per la generalità dell’umanità. Purtroppo facciamo il contrario, spiace dirlo ma ci comportiamo come cani che si mordono la coda. Si obietterà che se un frigorifero anziché avere una vita media di 8 anni ne avesse una di 25 le industrie licenzierebbero il personale, vero. Ma se invece di mantenere 100 operai in fabbrica a produrre 100 pezzi ne temessimo 5o impegnando gli altri in attività per la salvaguardia ambientale sarebbe molto meglio. La verità che ad essere malato è il nostro sistema. Basta dire che solo nel 2017 in tutto il mondo sono stati spesi 1.739 miliardi di dollari in armamenti. Stiamo fomentando guerre e ci massacriamo a vicenda per mantenere le industrie del comparto della morte. Solo in Italia spendiamo tra i 25 e 30 miliardi l’anno. Incredibile, assurdo, da dementi.

Il pianeta non c’è la fa più a sostenere questo ritmo, corriamo verso l’auto distruzione, prima o poi collasserà. Stiamo forse aspettando l’ultima onda? Probabilmente ci sta più a cuore la tecnologia che la nostra salvezza, peraltro già di molto compromessa. Ed allora continuiamo pure a lasciarci andare a questa follia. Cambiamo il nostro frigorifero ancora più spesso, acquistiamone uno più alla moda. È in vendita la gamma di prodotti in grado di comunicare con l’uomo. Potete chiedere tramite il vostro telefonino ai vostri elettrodomestici se dovete comprare il latte o il pane. Loro stessi vi avvertiranno quando staranno per finire. Mentre sarete impegnati a guardare un film con immagini oleografiche la vostra lavatrice vi informerà che la biancheria è pronta per essere indossata. Meraviglioso vero? Ma arriverà un giorno in cui il frigo ci manderà un messaggio drammatico……aiuto sono vuoto.

Quel giorno dall’alto della magnificenza della nostra trionfante modernità  scopriremo di avere irrimediabilmente sbagliato tutto. Avendo avvelenato la terra, l’acqua e l’aria ci avvieremmo sul cammino di una terribile fine. Se saremo “fortunati” prima di estinguerci ci alimenteremo con le pillole. Non ci sarà più la carne, il pesce i succosi frutti degli alberi, la campagna sarà una distesa di immondizia puzzolente, il mare una cloaca putrida. Il cielo si farà nero come la mostra perduta anima, tutto sarà spento, ogni cosa che ci circonda morta per sempre. (A.R)

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Responsabile del blog www.isolafantasma.it